Produzione di vini con basso contenuto di solfiti nel Titerno – Pro.Vin.Ba.S.Ti

loghi-progettocopertina-progettoIl progetto “Produzione di vini con basso contenuto di solfiti nel Titerno – Pro.Vin.Ba.S.Ti” si fonda su un’intuizione: creare un gruppo di produttori per rispondere ad un’esigenza crescente dei consumatori, quella dei prodotti salubri, aumentando così le possibilità di penetrazione nei mercati per le aziende dell’area coinvolta. Intervenire in questo settore significa quindi garantire un futuro alle aziende vitivinicole.

L’area di riferimento è particolarmente importante per la produzione di vini. Basti considerare che se Benevento rappresenta il 43% della superficie vitivinicola campana, l’area del Titerno raggiunge da sola quasi il 50% del totale provinciale. Castelvenere, con i suoi 952 ettari, è il comune più vitato d’Italia.
I due vitigni sui quali è stata condotta la sperimentazione sono la Falanghina e il Barbera del Sannio, di grande importanza per l’economia dell’area.

IL SOGGETTO CAPOFILA

CECAS si occupa della trasformazione, imbottigliamento ed analisi qualitativa di tutte le fasi produttive.
L’adozione di sistemi di lavorazione innovativi, il meticoloso controllo della fermentazione, la gestione dell’ossigeno, nelle prime fasi della vinificazione, hanno consentito di ottenere un vino di qualità a basso contenuto di solfiti.

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I PARTNER

Società Cooperativa Agricola
CANTINA
DI CASTELVENERE

Aziende Viticole
Di Santo Alessandro
Martone Cosimo
Scetta Angelo
Scetta Pasquale

LE INNOVAZIONI

E’ stato adottato un sistema di tracciabilità che permette al consumatore di poter verificare le pratiche agronomiche e i mezzi tecnici utilizzati dai partner per l’ottenimento del prodotto finale. Pertanto le aziende si sono dotate di un disciplinare di produzione a cui si sono attenute in modo rigoroso.Il risultato degli sforzi messi in atto è un vino di qualità con un tenore di anidride solforosa totale al di sotto di 50 milligrammi per litro, cioè meno di 1/4 del limite di legge.

Sono state adottate pratiche agronomiche più rispettose delle varie tipologie di terreno e delle esigenze della vite. Si sono utilizzati, ove necessario, concimi di qualità a lenta cessione e nella scelta dei fitofarmaci si è data la preferenza a quelli che aiutano a contenere i composti solforati.

Particolare attenzione è stata data all’inerbimento controllato (artificiale o naturale).
Tra i vantaggi di questa pratica si annovera la protezione del suolo, il miglioramento della fertilità, il controllo delle infestanti. Per le uve e i mosti migliora la gradazione zuccherina, aumenta la gradazione alcolica , la qualità e il contenuto di polifenoli e antociani.
L’inerbimento è una tecnica amica dell’ambiente perché consente di ridurre l’impiego di fertilizzanti ed erbicidi stimolando l’attività biologica del suolo.

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cimatura

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Analizzatore enologico Steroglas